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COMUNICATO STAMPA
10 Febbraio 2011
CONTRO LA MANIFESTAZIONE DEL 13 FEBBRAIO
2011:
FASULLO APPELLO ALLA DIGNITA' DELLE DONNE
A noi donne dell'AEDfemminismo
sembra che la politica si ricordi solo ora della "dignità delle donne" in quanto
funzionale agli attuali giochi di potere.
Quindi ci contrapponiamo alle manifestazioni di piazza (come quella di domenica
13/2/2011) e di seguito proponiamo una più ampia e profonda riflessione sui
fatti recenti di cronaca, meschini ed inutili, che ci hanno attossicato in
questo ultimo periodo.
Ciao a tutte,
Alla fine degli anni '50, il presidente del
senato, esponente dell'area liberale, era il candidato favorito alla carica di
presidente della repubblica. Alla vigilia della votazione, si sparse la notizia
che esistevano foto che lo ritraevano in intimità con un marinaio della sua
barca.
Foto scattate da un altro membro dell'equipaggio che sarebbe stato infiltrato
dai servizi segreti.
Non ci interessa la veridicità della notizia, diffusa dai media. Certo è che il
politico in questione dovette rinunciare a correre per il quirinale.
Negli anni '60, un ministro
DC ebbe l'incauta idea di proporre la tassazione delle aree fabbricabili.
Mal gliene incolse. Fu resa pubblica la sua presunta omosessualità e fu oggetto
di una campagna diffamatoria, dove si arrivò a storpiarne il cognome, che ne
bruciò la carriera politica.
Un presidente di regione, nella fattispecie della regione Lazio, ha dato, o dovuto dare, fate un po' voi, le dimissioni quando i media hanno divulgato la notizia che frequentava a pagamento delle transessuali.
Il direttore di un giornale di area cattolica ha dovuto dare, o ha dato, anche lui le dimissioni quando è uscita fuori la notizia delle sue presunte, francamente non ce ne importa niente se è vero o no, abitudini omosessuali.
Una escort ha dichiarato ad un magistrato
palermitano di aver avuto due rapporti sessuali con l'attuale presidente del
consiglio e, in entrambi i casi, di essere stata pagata cinquemila euro. Il
magistrato palermitano ha mandato tutto alla magistratura milanese.
Ma la prostituzione, in questo paese non è reato. Perché il magistrato in
questione ha acquisito questo dato e, soprattutto, perché lo ha inviato a
Milano?
Il presidente attuale della camera dei deputati, segretario di una nuova
formazione politica, è stato accusato (accusato di che?) di aver frequentato
un'escort.
Sempre il presidente del consiglio è accusato di essere un assiduo frequentatore
di escort e di organizzare orge a casa sua.
Oggi, come negli anni '50 e '60, nonostante tutti si dichiarino rispettosi delle
scelte e delle inclinazioni personali, queste vengono usate come arma politica.
Siamo sempre alle solite. In convegni, dibattiti, dichiarazioni ufficiali, si
dice che le vicende private non contano, che le inclinazioni e preferenze
sessuali sono un fatto personale, però, nei fatti, tutti ci costruiscono
campagne politiche tese a screditare e a sconfiggere l'avversario.
Il Papa, parlando al personale della polizia di
Roma, ha detto che la società deve ritrovare le radici morali. Naturalmente, lui
ce le indicherà e la polizia le farà rispettare.
Da tutto quello che sta succedendo, emerge chiaramente che la cosiddetta
sinistra (non si capisce perché, continuiamo a chiamarla così; sarebbe ora, per
correttezza e precisione, di chiamarla per quello che è: un insieme di
funzionari addetti alla politica italiana per conto delle multinazionali
anglo-americane, dei circoli atlantici e degli USA), non volendo o non potendo
attaccare il governo sulla politica nazionale ed internazionale, usa le vicende
private dell'avversario per sostituirsi a lui, sapendo che continuerà la stessa
politica sia in campo nazionale che internazionale.
Poi c'è il prestigio delle istituzioni. Siamo alla
teorizzazione delle virtù pubbliche e dei vizi privati. Il prestigio delle
istituzioni si lede con le frequentazioni sessuali, mentre si salvaguarda
facendo le guerre neocoloniali, aggredendo la Jugoslavia, distruggendo lo stato
sociale, perseguitando i migranti, riducendo in semischiavitù i lavoratori,
perseguendo i poveri, promuovendo leggi liberticide. Che strana idea di decoro e
prestigio hanno!
Alla base c'è la condanna atavica del sesso che è un peccato, un grave peccato.
La Chiesa assolve l'invasione neocoloniale e benedice i soldati e le bandiere,
ma condanna all'inferno chi commette atti impuri e chi fa sesso al di fuori
delle sue regole.
I poteri forti, che sono organizzati per bande, si facciano pure la guerra fra
loro con trappole e ricatti, ma lascino fuori le scelte private e sessuali e,
comunque, noi non ci possiamo certo far irretire in questo gioco.
Il sesso è un 'attività naturale come mangiare, bere, dormire. Togliamogli di
dosso questa cappa che gli è stata imposta.
Ma chi esce male da questa storia?
Le donne, perché l'uomo, si sa, è cacciatore. Deve solo avere il buonsenso di
non farlo sapere in giro.
E basta con la convinzione che, gratta gratta, permane ancora nella nostra
società, che in fondo la responsabile del peccato è lei, la donna.
Molte donne ritengono che, quando una donna si prostituisce, offende tutte le
donne.
Ma, realmente, cosa fa?
Usa il proprio corpo come merce di scambio, così come si fa correntemente, in
questa società, in tutti i lavori con il proprio corpo e/o la propria mente,
perciò è chiaro che la condanna non può riguardare questa pratica che
è generalizzata, ma si riferisce solo alla pratica sessuale: perciò è il sesso
che è condannato. Questa stigmatizzazione va assolutamente rimossa.
Le donne che si prostituiscono per fare carriera nello spettacolo o in altri
ambiti lavorativi, per una pelliccia o per i vestiti firmati, lo fanno perché
hanno introiettato i valori vincenti di questa società.
Sono questi che noi rifiutiamo. Il fatto che lo facciano facendo sesso, non
conta niente.
Qualcuna dirà che non è una libera scelta, ma una costrizione dettata dal quadro
economico, sociale, culturale.
Se è vero, vale per tutti i lavori.
Se anche c'è una sola donna che vuole fare del proprio corpo valore di scambio,
questa va rispettata.
A proposito, quando questo avviene nell'ambito di un rapporto codificato dalla
legge, perchè è accettato e va tutto bene?
Rispetto ai tanti lavori che la società ci propone, che spesso e volentieri non
ci piacciono, ci può e magari ci deve essere un rifiuto, ma non deve avere
niente a che fare con la colpevolizzazione del sesso.
I lavori, parlando sempre di donne e di noi, che non ci piacciono sono quelli di
chi vende il proprio corpo e la propria intelligenza in ruoli e in figure che
mantengono e sostengono e difendono questa società con le sue oppressioni e le
sue ingiustizie, per tornaconto personale, a danno di tutte le altre.
Quando prendiamo posizioni, quando facciamo le nostre scelte, qualunque esse
siano, non dobbiamo farci condizionare da nessuna condanna nei confronti del
sesso.
Veramente basta!
Elisabetta
e le Donne dell'AEDfemminismo
Associazione Educazione Demografica
Consultorio antimedicalizzazione
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Telefono 035-244.337
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